Apple si sente chiamata in causa

L’altro giorno scrivevo della necessità per Apple di un cambiamento, per stare al passo con i tempi e soprattutto con i concorrenti. Se avete seguito, il 14 marzo, giovedì scorso, è stato presentato a New York il nuovo smartphone made in Samsung: Galaxy S4 (per una recensione, vi consiglio questo articolo).

Ebbene, passano 24 ore o poco più e sul sito americano di Apple compare una nuova pagina, sotto quelle di presentazione dell’iPhone 5, con un titolo tutt’altro che buttato a casaccio:

C’è l’iPhone. E poi c’è tutto il resto.

Nuova pagina iPhone

O Apple, che c’hai la coda di paglia? Perché inserire un messaggio così sul sito? Una mossa di questo tipo mi sembra tanto messa in atto perché l’azienda è stata toccata laddove non voleva.
Personalmente, avrei preferito un contrattacco da parte di Apple basato non sulla difesa del proprio prodotto (di cui peraltro ormai sappiamo già tutto, non occorre ribadire l’eccellente qualità dello stesso), ma sull’attacco attraverso nuove proposte, nuove idee: insomma, qualcosa di nuovo e di rivoluzionario nel vero senso della parola.

Apple e rinnovamento: la necessità di un iPhone low-cost

Come chi mi segue dai tempi del progetto Macgadan sa bene, io non mi occupo mai di rumors, diciamo per partito preso. Perché ritengo assolutamente inutili e vacui gli articoli che abbondano con dettagli sui presunti componenti dei futuri prodotti (questo mio prurito è riferito sia all’ambiente Apple che a qualsiasi altro). E in questo articolo non parlerò quindi, certamente, di rumors, ma sarà una riflessione che arriva sulla scia degli ultimi rumors riguardanti Apple, i quali, appunto, darebbero per certo l’uscita di un iPhone low-cost, o iPhone mini che dir si voglia.

Tralascio le caratteristiche, perché non mi interessato (per chi volesse approfondire, posso girarvi questo link); quello che più mi interessa sottolineare, da parte mia, è l’insistenza con cui si stanno ripresentando questi rumors, segno che, da un lato ci può essere qualche fondo di verità, ma dall’altro si fanno sempre più numerose ed insistenti le voci dell’utenza per avere un prodotto più abbordabile come prezzo, pur senza rinunciare alla qualità che contraddistingue gli iDevices.

Tutti noi sappiamo che l’iPhone è un prodotto molto bello e soprattutto egregiamente funzionante; ma parimenti tutti sappiamo quanto sia caro, esageratamente caro. Non stiamo qui a dilungarci su quanto Apple effettivamente guadagna su ogni singolo iPhone, ma è palese che l’azienda di Cupertino si sia arricchita anche grazie a prezzi non propriamente popolari.

Tuttavia, il grande vantaggio che Apple ha avuto in questi anni sugli avversari si sta rapidamente restringendo, e questo costringe la società di Cook a rivedere i piani e a non permettersi di vivere sugli allori. Il primo passo in questa direzione è stato l’iPad mini e, chi lo sa, forse il prossimo sarà proprio un iPhone low-cost: da tempo ormai il mercato si aspetta un prodotto simile, e ad Apple non conviene certo tirar troppo la corda, perché sa bene che l’iPhone è stato il prodotto che l’ha rilanciata.

Ovviamente, come è stato per l’iPad mini, se mai dovesse uscire un iPhone low-cost la Apple non ammetterà mai che si è “accodata” ad altre aziende: proporrà, com’è suo stile, il nuovo prodotto come il migliore mai realizzato o reinventato. In ogni caso, la Apple si deve rendere conto che la concorrenza è spietata ormai ad ogni livello (e soprattutto è migliorata molto nella fascia alta, tipicamente quella “sotto il controllo” della società di Cupertino) ed è pertanto inevitabile che anch’essa si adatti ai tempi, ed entri così perlomeno nel mercato della fascia media: son certo che il prodotto sarebbe valido e apprezzato dal pubblico, che facilmente lo sceglierebbe al posto di un terminale con altro OS.

Altro fattore collegato al rinnovamento, ma su cui faccio solo un rapido accenno e non mi dilungo, è relativo ad iOS: è un sistema operativo certamente affidabile e performante, ma è indubbio che anch’esso abbia bisogno di una rinfrescata. Staremo a vedere cosa ci riserveranno i prossimi mesi.