Demonoid torna online dopo quasi due anni

Anche se oggi è il 1° di aprile, non si tratta di uno scherzo, ma è proprio vero: la notizia è di domenica 30 marzo 2014, Demonoid è di nuovo tornato online.

Come ricorderete, il torrent tracker era stato chiuso nell’estate 2012 e per molti mesi non si era più saputo nulla. Verso settembre 2013, invece, sembrava che un nuovo progetto, d2.vu, fosse destinato a rimpiazzare Demonoid – anche perché lo staff di questo nuovo progetto affermava di essere in possesso di una copia del database del sito (ed in effetti io ho potuto utilizzare il sito sfruttando le mie vecchie credenziali).

A gennaio 2014, poi, da più parti è stato segnalato che il tracker aveva ripreso a funzionare, ma del sito ancora non c’era traccia. Fino agli ultimi sviluppi, che hanno visto ritornare online il progetto – prima con un annuncio, e ora con tutto il sito – raggiungibile a questo indirizzo http://www.demonoid.ph (le estensioni .com e .me sono anche attive e rimandano a questo indirizzo).

Di conseguenza, il sito d2.vu è stato chiuso, come recita questo avviso presente in homepage

Chiusura d2.vu

 

Sul sito http://www.demonoid.ph invece compare quest’altro avviso (per leggere meglio, cliccate sull’immagine)

Riapertura Demonoid

 

Come potete leggere, lo staff annuncia il ritorno del sito con molte novità relative al codice del sito; le vecchie credenziali tuttavia sono valide per tutti gli utenti con già un account attivo (e ve lo posso confermare, funziona). Il sito adesso è basato su cloud e inoltre, come ricorda lo staff, in questi primi giorni potremmo riscontrare alcuni lievi malfunzionamenti dovuti agli ultimi dettagli da mettere a posto: tuttavia con un po’ di pazienza tutto verrà risolto. 😉

INVITI RIAPERTI

Infine, vi ricordiamo che la nostra sezione dedicata alla richiesta di codici di invito riprenderà ufficialmente a funzionare: a tutti gli interessati, dunque, non resta che andare sulla pagina Inviti Demonoid e seguire i passi lì indicati.

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Droplr diventa a pagamento

Avrei voluto cominciare l’anno sul blog con un articolo un po’ meno ‘negativo’. E invece..

Il team di sviluppatori di Droplr ha comunicato, via email e con un post sul blog, che dalla prossima settimana (quindi dal 6 gennaio 2014) il servizio diventerà esclusivamente a pagamento. Vi ricordo che Droplr fornisce la possibilità di condividere al volo link, note, immagini, screenshot semplicemente trascinando il file sulla goccia presente nella barra del menu, in Finder.

droplr

Dunque dalla prossima settimana non si potrà più disporre di 1.2 GB di upload gratuito, ma occorrerà scegliere tra due opzioni di abbonamento, Lite e Pro, i cui prezzi però non sono ancora pienamente definiti sul sito. Tuttavia, come affermano gli sviluppatori, chi non volesse passare all’abbonamento non si vedrà cancellato account e files già online: semplicemente gli verrà negato l’upload di altro materiale.

Esisterà invece una versione di prova valida per 30 giorni: conclusi questi ultimi, l’utente dovrà decidere se pagare o rinunciare all’uso di Droplr. Infine, agli utenti attuali di Droplr verrà riservato uno sconto a vita del 30% per l’acquisto dell’abbonamento, mentre verrà anche creato un programma di referral (stile Dropbox) che permetterà di ottenere gratuitamente Droplr Pro.

SOLUZIONI ALTERNATIVE

Per chi fosse già alla ricerca di soluzioni alternative, e meno costose, consiglio questa piccola applicazione, Dragshare for Dropbox: lavora in collaborazione con Dropbox (con conseguenti maggiori GB gratuiti) e funziona allo stesso modo di Droplr; e i soldi da sborsare son ben altri, 1,79 € (download dal Mac App Store).

Inoltre, grazie alla segnalazione di Christian su Twitter, vi segnalo anche CloudApp, un’applicazione che anch’essa funziona in modo simile a Droplr, ed è gratuita! Potete scaricare Cloud App da qui: http://getcloudapp.com

Aumentare la velocità di iPhone con iOS7

L’altro giorno mi sono imbattuto in questo articolo di TechGenius, che illustrava – con tanto di video – la novità presente nell’ultimo update di iOS, precisamente il 7.0.3, rilasciato dopo l’evento Apple del 22 ottobre.

Con questo aggiornamento compare un’opzione nuova in iOS7, dal nome appunto Riduci Velocità. Il nome e anche la sua posizione nel menu sono un po’ fuorvianti a dire il vero: questa novità infatti prevede la possibilità di eliminare le animazioni presenti all’apertura e chiusura di una cartella e di una applicazione (zoom in e zoom out).

Attivare l’opzione

Per attivare questa nuova feature occorre andare su Impostazioni > Generali > Accessibilità > Riduci Velocità

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A chi è consigliato?

Questa opzione, se è pur vero che elimina quelle gradevoli animazioni, è pur anche un ottimo rimedio per gli iDevices più datati che però sono stati mantenuti da Apple disponibili per l’aggiornamento a iOS7, e quindi: iPhone 4, iPhone 4S e iPad 2.

Personalmente ho attivato questa feature sul mio iPhone 4 e non posso far altro che consigliarvelo caldamente: il vostro iPhone 4/4S o iPad 2 non potrà che giovarne, aumentando davvero notevolmente la reattività e l’esperienza utente. E per quanto mi riguarda, ho notato anche un miglioramento della durata della batteria (lieve ma riscontrabile).

A chi invece possiede dispositivi più moderni (iPhone 5/5C/5S; iPad 3/4/Air) si consiglia di mantenere le animazioni: del resto l’hardware dei loro iDevices supporta al meglio questo nuovo iOS 7.

Vi lascio infine a questo breve video esplicativo realizzato dagli autori di TechGenius: è breve, ma vi spiega bene il funzionamento di questa novità.

Apple si sente chiamata in causa

L’altro giorno scrivevo della necessità per Apple di un cambiamento, per stare al passo con i tempi e soprattutto con i concorrenti. Se avete seguito, il 14 marzo, giovedì scorso, è stato presentato a New York il nuovo smartphone made in Samsung: Galaxy S4 (per una recensione, vi consiglio questo articolo).

Ebbene, passano 24 ore o poco più e sul sito americano di Apple compare una nuova pagina, sotto quelle di presentazione dell’iPhone 5, con un titolo tutt’altro che buttato a casaccio:

C’è l’iPhone. E poi c’è tutto il resto.

Nuova pagina iPhone

O Apple, che c’hai la coda di paglia? Perché inserire un messaggio così sul sito? Una mossa di questo tipo mi sembra tanto messa in atto perché l’azienda è stata toccata laddove non voleva.
Personalmente, avrei preferito un contrattacco da parte di Apple basato non sulla difesa del proprio prodotto (di cui peraltro ormai sappiamo già tutto, non occorre ribadire l’eccellente qualità dello stesso), ma sull’attacco attraverso nuove proposte, nuove idee: insomma, qualcosa di nuovo e di rivoluzionario nel vero senso della parola.

Google Reader chiude: e se la notizia non fosse così negativa?

Come avrete avuto modo di sentire – ne hanno parlato persino sui quotidiani (es: Corriere della Sera), oltre che su molti blog (tra cui SaggiaMente e Bicycle Mind, solo per citarne alcuni) – Google Reader chiuderà i battenti il 1 luglio 2013. Questo servizio di Google, attivo dal 2005, permetteva a chiunque di registrare il feed rss dei suoi blog preferiti, così da essere aggiornato in un unico luogo degli ultimi articoli apparsi, e poterli così seguire comodamente da un’unica finestra, senza dover navigare singolarmente ogni sito.

Ovviamente, la chiusura di un servizio così prezioso può far balzare sulla sedia chi era abituato a un comodità simile. Personalmente, io ho usato pochissimo Google Reader: forse perché arrivato dopo ad interessarmi della tecnologia facendolo attraverso il mondo della blogosfera, sin da subito ho avuto abitudine di seguire singolarmente i miei siti preferiti, e, dopo il boom di Facebook e Twitter, seguo tutto da social network, Google+ compreso.

È soprattutto Twitter, secondo me, che offre un’ottima modalità di fruizione degli aggiornamenti dai blog, relativi a nuovi contenuti disponibili. Proprio per questo motivo non ritengo la chiusura di Google Reader un dramma – nonostante per molti invece probabilmente lo sia, ma appunto considerate che io non ne ho fatto gran uso, per tale motivo non mi pare un dramma.

Se poi, a quanto è trasparso, Google ha voluto chiudere Reader per dare ancor maggiore risalto a Google+ e alla condivisione dei contenuti su questa sua piattaforma social, beh, allora secondo me il progetto di Google è tutt’altro che stupido e, se gestito bene, potrà dare i suoi bei frutti, anche dopo un iniziale periodo di difficoltà da parte dell’utenza. La quale, comunque, ha delle alternative, basta solo cercare. 🙂